Sono una ragazza di 24 anni e sto insieme al mio compagno da 4. Ad aprile del 2006 ho scoperto di essere incinta e da li sono cominciati i problemi. La mia famiglia voleva farmi abortire ma io ho voluto portare avanti la gravidanza. mentre subito dopo la nascita del mio bambino i rapporti tra i miei e lui si sono rovinati. Io volevo rimanere a vivere nel paese dei miei (soprattutto perchè mia madre è una casalinga e mi avrebbe potuto aiutare in ogni momento per ogni evenienza; mentre i suoi svolgono lavori amministrativi) mentre lui non ha voluto assolutamente spostarsi dal suo paesello e quindi inevitabilmente anche il nostro rapporto cominciava a traballare. abbiamo passato i primi due anni dalla nascita di William in due case separate: io a casa dei miei col bambino e lui a casa dai suoi. ci vedevamo solo il weekend quando io andavo da lui insieme al bambino. a febbraio scorso abbiamo deciso che così non si poteva andare avanti e siamo andati a convivere in un appartamento a Castelnuovo del Garda (io sono di Sona (VR)) ma da quando è cominciata la convivenza ho capito di non amarlo più. Lui non mi tratta bene, mi fa sentire inferiore a lui, mi angoscia, non è un buon padre, corre in macchina anche quando c'è william dietro, se c'è qualcosa in che gli piace in tv nemmeno lo calcola anche se lui vorrebbe giocare col papà, è molto superficiale ed io ho addirittura paura a lasciare il bambino da solo con lui perchè so che non lo bada e potrebbe tranquillamente prendere un coltello in cucina senza che lui se ne accorga. Poi da quando sa che non lo amo più e che voglio tornare a casa dai miei per ricominciare a farmi una vita con mio figlio (ma non voglio assolutamente portarglielo via, voglio che lui continui a fare il padre)mi minaccia dicendomi che il bambino se lo porta via lui. io ho paura, paura che possa succedergli qualcosa paura che me lo metta contro...adesso vorrei tanto lasciarlo ma ho paura per mio figlio. cosa posso fare per tutelarmi e tutelarlo. Posso chiedere che il bambino veda il padre una volta a settimana senza che rimanga a dormire a casa di suo padre? vi ricordo che il bambino non ha ancora 3 anni e praticamnte ha vissuto fino ai 2 anni solamente con me..vi prego rispondetemi, ho bisogno di parlare con qualcuno della mia situazione...mi sento sola
home del Forum » AREA LEGALE
separazione famiglia di fatto
(6 articoli)-
Pubblicato 10 mesi fa #
-
Gent.le Signora
come ben ha scritto nel titolo della sua richiesta, la sua è una famiglia di fatto ed in quanto tale gode degli stessi diritti di una famiglia nata con il vincolo del matrimonio, e sopratutto i figli nati da una relazione more uxorio ( famiglia di fatto)
hanno i medesimi diritti dei figli nati in costanza di matrimonio.
Fatta questa brevissima e semplice premessa, Le dico che le sue richieste sono legittime e tutelate dalla legge.
Nel Suo caso ( famiglia di fatto) una volta terminata la convivenza, tutto ciò che concerene le problematiche relative all'affidanmento dei figli minori e il relativo diritto al loro esclusivo mantenimento sarà regolato, su istanza di parte o delle parti, se non vi è accordo, dal Tribunale per i minorenni competente per territorio ( seguendo il luogo di residenza del minore)e con competenza esclusiva per materia al fine di poter tutelare le esigenze del bambino a 360°.
Pertanto, dando seguito ai suoi timori, Le consiglio di rivolgersi, quanto prima, ad un centro antiviolenza più vicino alla sua città al fine di poter spiegare meglio le sue ragioni e poter così intraprendere l'iter giudiziario dinanzi al Tribunale per i minorenni, per richiedere l'affidamenryto esclusivo di Suo figlio e vedere in questo modo regolamentato un giusto ed adeguato diritto di visita per il padre con la relativa quantificazione dell'assegno mensile per il matenimento dei piccolo a carico dello stesso, sempre se non diversamente disposto tra voi.
Inoltre, ci tengo a precisare, in merito alla sua ultima richiesta, che il bambino, poichè non ancora compiuto i tre anni, facilmente non potrà rimanere a pernottare con il padre,questo fin quando non sarà un pò più autosufficente e sempre se, anche per il futuro, non sussisteranno giusti e gravi motivi che possano impedire il pernottamento del bambino presso la dimora paterna.
Con la speranza di aver chiarito i Suoi dubbi,rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito.
Cordiali Saluti Avv.Italia Senese WIN Coop. arl CasertaPubblicato 10 mesi fa # -
Mi riaggancio al tema.
Ho 31 anni e una figlia che compirà 3 anni nel Maggio 2010, nata dalla mia convivenza (tuttora in corso) con un uomo di quasi 48 anni.
Dal 9° giorno di vita della bimba, e da allora quasi quotidianamente, vengo minacciata di essere privata di mia figlia.
Oltre alle minacce alla mia incolumità ( che francamente lasciano il tempo che trovano, e non sono la mia prima preoccupazione) vengo costantemente perseguitata per il fatto che la bimba mi è molto affezionata (che dire..sono la mamma) accusata ingiustamente di averla (cito testualmente) 'addestrata' ad essere legata a me (e mentre lo scrivo mi sembra follia allo stato puro) e mal educata (quando sono l'unica che mette paletti e instilla valori, o che sprona la sua creatività): il tutto derivante dal fatto che mentre mio marito lavora, ovvio che io, casalinga, ho cresciuto sin adesso la bimba pressochè da sola.
La porto ogni mattina ( e per molti mesi sono stati anche tutti i pomeriggi) da mia suocera per vedere i nonni paterni, ed ogni volta che la bimba mi cerca o mi vuole, ecco che le fanno il verso, che la deridono perchè cerca la mamma, che reagiscono come fossero stati loro pestati i calli.
Ora, io sono convinta che si tratti di un quadro pressochè tragi-comico, dovuto all'ignoranza. Mi spiego: se la bimba cercasse la nonna paterna, e fosse legatissima a lei come invece lo è a me, allora il problema non sussisterebbe, tutto tranquillo, per me niente minacce. Invece la bimba cerca la mamma (e ancora non riesco a vederci alcunchè di male) e allora, l'inferno, lo stillicidio psicologico.
In passato, sono state avanzate pretese del tipo: ' lasciala qui da noi e vai via, è troppo legata a te' contro le quali ho combattuto fino a sputare sangue, quasi letteralmente. Perchè mai me ne sarei dovuta andare? Perchè non potevo stare lì, perchè non capiscono che una famiglia è una famiglia, e non una fila in posta per spendere del tempo a turno con la piccola?
Com'è possibile che una madre venga colpevolizzata perchè sua figlia la ama? Perchè dovrebbe essere sbagliato che mi cerchi?? Stiamo parlando di un'infante, non di una 18enne.
Non sono mai stata ossessiva e gelosa della bimba: la mia volontà di non farla crescere ad altri viene dal mio compito e dal mio piacere di essere madre, un figlio si fà per prendersene cura sino a che non è autosufficiente, sino a che non ha sviluppato una coscienza ed una personalità proprie.
Sono sta accusata, per screditarmi, di essere affetta da stress da parto: stress sì, ma da tutti tranne che dal parto, che mi ha regalato l'unica luce splendente a rischiare la vita quotidiana, mia figlia.
Il mio attuale stato d'ansia deriva dalle continue minacce di vedermela sottratta, non era già insito in me nel momento in cui l'ho stretta tra le braccia sognando soltanto un divano comodo in cui sprofondare in 3, magari a vedere un bel cartone animato. Io non ho mai concepito il dono di un figlio come una proprietà esclusiva: desideravo una famiglia unita, bella e festosa, chiassosa e colorata.
Vengo accusata da suo padre di non lasciargliela portare in giro: la bimba piange perchè vuole la mamma, da qui l'"addestramento" che le avrei impartito, ossia: non nego al padre, secondo lui, di portale in giro, ma faccio in modo che sia la bimba a volere anche me con lei. Siamo alla follia della paranoia, non solo alla follia. Come potrei istruire una bimba che comincia ora a fare i suoi primi discorsetti??
Il punto: questa vita sotto minacce, sotto stress continuo, questo insulso senso di colpa per una cosa che dovrebbe essere la più bella del mondo, ossia che mia figlia mi ama.. come posso proteggere me ( e di conseguenza lei) da questo lento, quotidiano salasso dell'anima?Pubblicato 7 mesi fa # -
Gent.le sig.ra
Ho letto con attenzione la Tua legittima richiesta di aiuto in un momento così delicato per la crescita psicofisica della Tua figliola.
La situazione, certamente non semplice, che stai vivendo con il Tuo compagno e con la famiglia di origine dello stesso non è risolvibile con un clik!
Le componenti psicologiche che spingono il padre e gli affini a comportarsi in questo modo "balordo " possono essere molteplici.
Pertanto, vista la Tua situazione, valutando il fatto che vuoi proseguire il Tuo rapporto di convivenza con il padre di Tua figlia e continuare a mantenere i rapporti con i nonni paterni e che in questo momento cerchi solo un pò di serentità nella gestione dei rapporti tra di voi, Ti posso suggerire di rivolgerTi quanto prima ad un centro di mediazione familiare al fine di poter intraprendere insieme al Tuo compagno,il percorso giusto, gestito da esperti mediatori, che potrà portarVi a capire quali sono i vostri reciproci ruoli e gestire in modo più consapevole la Vostra genitorialità, ottenendo così gli strumenti per "uscire" insieme da questo "tunnel" fatto solo di ripicche e reciproche incomprensioni.
Sono sicura che il percorso potrà giovarTi sotto un duplice aspetto, sia per farTi ascquisire maggior autostima, sia per comprendere meglio il Tuo compagno ed il suo rapporto con il ruolo di gentitore/educatore.
Comunque, rimango a diposizione per qualsiasi chiarimento in merito.
Cordiali saluti Avv. Italia Senese WIN coop. arl CasertaPubblicato 7 mesi fa # -
Gentilissimo avvocato,
Le scrivo perchè mi trovo in una situazione che dire assurda è dir poco. Le racconto brevemente i fatti: Dopo 12 anni di separazione da mio marito, ho incontrato un altro uomo, dalla quale è nata una bimba che ora h1 anno e 1/2. Fin quando non si è scoperta la gravidanza possiamo dire che andava tutto relativamente bene, ma appena lui ha saputo che ero incinta sono iniziati i problemi, se da una parte era felice perchè 50enne senza figli, dall'altra parte, senza una ragione plausibile, sono iniziati gli insulti pesantissimi verso di me. Alcuni esempi: dal momento che dal mio precedente matrimonio sono nati 2 figli, lui sosteneva che io non avessi voce in capitolo in quanto madre di 3 figli con uomini diversi; che ero una meridionale di merda; che l'unico essere umano a casa mia era il cane...Il fondo l'ha toccato(non racconto le sputate in faccia che mi sono presa), quando una sera (ore 21) decide di portarsi la figlia a cena dalla madre, bambina di soli 4 mesi e allattata al seno e quindi anche con problemi di allattamento, ad una mia richiesta di evitare anche perchè 2 giorni prima aveva avuto la febbre, non solo mi ha schiaffeggiata, sputato in faccia per l'ennesima volta, ma quando è stato invitato di andarsene fuori di casa (da premettere che non abbiamo mai convissuto) ha iniziato a prendere a calci la porta e tutto questo in presenza degli altri miei figli. Ho sporto regolare denuncia- querela, e ho inoltrato la richiesta al tribunale dei minori per regolamentare e mettere un pò di ordine tra gli incontri padre- figlia. Arrivo al dunque: Non si sa per quale motivo la mia denuncia è stata archiviata e non si sa neanche perchè non mi è arrivata nessuna notifica di archiviazione,inoltre il giudice ha ritenuto opportuno non fare nessuna consulenza del ctu, così come richiesto,per accertare le capacità genitoriali di questo padre che da quando è nata la figlia non ha mai provveduto al suo mantenimento, mai interessato sul suo stato di salute..., nonostante gli siano state depositate tutte le raccomandate che mi ha inviato non solo per darmi ordini su come dovevo comportarmi con mia figlia, ma insultandomi, scretitandomi ma crendomi anche problemi sulla gestione quotidiana con la piccola, ma lo stesso optato per un affidamento condiviso, che le assicuro che con questa persona è realmente impossibile, pensi solo che non mi permette di portarmi la figlia in Sicilia, mio paese natio e dove ho tutti i parenti, poichè non vuole depositare la firma per il rilascio della carta bianca e avendo l'affidamneto condiviso non dà il suo consenso. Inoltre, nonostante il giudice abbia avuto un elenco di persone disposte a farmi da testimoni, non ha ritenuto opportuno convocarli. Inoltre, cosa che ritengo veramente vergognosa,che non ha neanche tenuto conto che , nonostante una sentenza provvisoria dove veniva imposto di versare il mantenimento di 200 euri al mese, il padre disattende completamente questo provvedimento, che nonostante gli ia stata depositata che questo padre ha un'invalidità al 75%, in quanto ha subito un intervento a cuore aperto, a causa di un incidente ha dei ferri alle gambe e non di meno, che non conosce le abitudini della figlia, non sa cosa mangia, quello che le piace... cosa che poi ritengo importante è che non ha mai avuto figli e di conseguenza non sa proprio come gestire una bimba così piccola, e non per ultimo vive da solo, ha dato disposizioni che una bimba così piccola, tra l'altro ancora allattata, debba passare 3 giorni e 2 notti con un padre che conosce poco, una bimba che non parla, sarà il padre in grado di comprendere il pianto della figlia? Inoltre è una bimba, ripeto di soli 1 anno e 1/5 che si addormenta la sera solo ciucciando il latte dal seno, che non ha mai dormito senza la madre, eppure per il giudice tutto questo non ha importanza! Concludo dicendo che ritengo tutto questo veramente vergonoso!!!!!!!! Non si è fatto minimamante l'interesse del minore, ma solo quello di un padre violento, volgare e che tratta la figlia come un trofeo da mostrare agli amici, e non come un essere umano che deve essere seguito nella crescita, trasmettendo valori, attraverso sacrifici, e standogli vicino nei momenti di difficoltà, non si è padri solo quando i figli stanno bene e non si è padri contando solamente sui sacrifici delle madri e poi reclamare i propri diritii di padre. Non è diritto di un geitore crescere, accudire e sostenere economicamente i fugli? Se lui tutto questo non lo fa, perchè allora si deve imporre una sentenza del genere? Un affidamento condiviso è stato come fornirgli un'arma per continuare la violenza psicologica su me!!!!! ricordo che quella fisica c'è anche stata, ma come ha detto il giudice l'importanza è che non ha mai alzato le mani alla piccola e allora....forza uccidiamo le mamme che importanza ha? Vergognoso. Ultima considerazione. Chi mi assicura che crescendo questa figlia lui non assuma gli stessi atteggiamenti che ha avuto con me? Giusto una settimana fa l'ha rimproverata perchè non aveva senso di responsabilità. QUESTA BIMBA HA SOLO UN ANNO E MEZZO CHI LA TUTELA? Combatterò fino all'estremo delle mie forze per salvarla da quello che si vuol chiamare padre.Pubblicato 3 mesi fa # -
Gentilissima sig.ra
la sua storia mi lascia interdetta ma non del tutto stupita!
Purtroppo in alcuni Tribunali per i minorenni, ( forse a causa del carico eccessivo di contenzioso) le situazioni non vengono esaminate come si dovrebbe e con la giusta attenzione a tutela dei minori.
Sicuramente, la Sua storia non è stata ritenuta dai Giudicanti abbastanza pericolosa da meritare misure più restrittive per la figura paterna.
A questo punto Le faccio una domanda..: perchè non ha proposto reclamo avverso il decreto del Tribunale che prevede l'affido condiviso ed un diritto di visita, poco attuabile, da parte del padre nei confronti di una bimba tanto piccola?
Difatti solo con un reclamo ( appello) si sarebbe potuto rivedere il tutto, magari insistendo per l'ammissione di una consulenza d'ufficio.
Orbene, parli quanto prima con il Suo legale e veda se può rincorrere dal punto di vista giuridico un provvedimento così sbagliato.
Inoltre, Lei mi scrive che lui non versa l'assegno di mantenimento per la figlia, pertanto, a questo punto Le consiglio di fargli un denunzia penale.
Infine, ultimo suggerimento è quello di rivolgersi ad un centro di mediazione familiare al fine di poter invitare il padre di Sua figlia ad intraprendere un percorso, insieme a lei, al fine di riuscire a modellare i comportamenti e migliorare così le proprie capacità genitoriali sia nei riguardi della figlia che nei Suoi riguradi in qualità di madre.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
cordiali saluti Avv. Italia Senese WIN Coop. arl CasertaPubblicato 3 mesi fa #
Feed RSS per questa discussione
Rispondi
Devi fare il log in per scrivere.
