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Salvate me e i miei figli!

(2 articoli)
  • Avviato 6 mesi fa da vivalavita
  • Ultima replica da parte di Centro Donna LILITH
  1. vivalavita
    Membro

    Ho due figli (Pietro, 3 anni e Anna, 2 anni) avuti da un ragazzo keniota. Dopo una storia travagliata durata 4 anni, decidiamo che è meglio prenderci una pausa. Non ne potevo più, lui mi infliggeva violenze psicologiche che mi avevano annientato dentro. Il 16 novembre 2008 lui mi prende il cellulare e vi trova messaggi di un amico, che mi corteggiava, In realtà era solo un pretesto, perchè in corso di processo scopro che li aveva già trovati giorni prima. Impugna un coltello, mi fa baciare i figli dicendo che è l'ultima volta che li avrei visti, e mi aggredisce ferendomi alla testa, lesionandomi le corde vocali cercando di strangolarmi, sbattendomi la testa ovunque. Mio figlio Pietro (allora aveva 2 anni!!!) si sveglia e vede la scena, il sangue, la ferocia del padre, e interviene tirando il padre adi pantaloni e urlandogli che è cattivo. Chiamo aiuto e arriva la polizia, l'ambulanza. Lui è in carcere da allora, ma sta per uscire. Noi siamo in cura da psichiatri e neuropsichiatri infantili per superare il trauma (ma si supererà? Mio figlio ne parla ogni giorno). Ho chiesto la decadenza della potestà al Tribunale dei Minori ma le pratiche sono lunghe. Devo aspettare ancora un anno, almeno. Ho cercato di proteggere i miei figli affidandomi alle istituzioni che possono supervisionare il rapporto di un padre malato con i suoi figli, ho cercato di aiutare il mio ex compagno perchè ho capito che la sua è una grave malattia psichiatrica (depressione maggiore) che lo rende incapace di frenare gli impulsi, e che se non verrà curato non avremo scampo (in carcere è peggiorato in modo incredibile). Fino ad oggi 4 magistrati gli hanno negato gli arresti domiciliari perchè "non esiste garanzia che non tenterebbe di rifare lo stesso gesto". Ora sta per uscire. Nessuna struttura lo sosterrà psicologicamente. Sarà "messo fuori" senza nessun programma di sostegno. Io vivo sola in campagna con i miei figli, e MUOIO DI PAURA! Ho chiesto aiuto a tutti. Assistente sociale, Tribunale dei Minori, Carabinieri, Caritas, Comunità di recupero. Lui è malato, deve essere curato, altrimenti finirà quello che ha iniziato, lo so. Ma non posso farlo curare io, altrimenti risulta che lo aiuto, e allora mi portano via i figli. Ma lui non ha nessuno, qui, e la mia unica via d'uscita è che lui venga curato. L'unica cosa che hanno saputo dirmi è che posso andare in una comunità protetta, con i bambini... Io dovrei scappare. Io che ho lavorato vent'anni per crearmi un'azienda che funziona, io che ho terminato il mutuo per la casa, io che NON HO FATTO NULLA! Visto che non si può curare lui, allora devo scappare io!!!! MA IN CHE STATO VIVIAMO? Questo è il modo di tutelare le vittime di violenza??? E poi si leggono i giornali e si parla di "tragedia annunciata".... Aiutatemi, vi prego. Aiutatemi se potete. Aiutate i miei bimbi. Meritano di vivere. Una vita serena.
    Grazie di tutto quello che potrete fare per noi.
    Giulia, Pietro e Anna

    Pubblicato 6 mesi fa #
  2. Centro Donna LILITH
    Moderatore

    cara vivalavita
    sicuramente tu hai fatto tutto quello che era in tuo potere per la difesa tua e dei tuoi figli in maniera idonea. Purtroppo però i tempi ed i modi della Giustizia, e non solo per te, non sono sempre quelli che ci aspettiamo o che ci possono essere più utili. Quando si è in pericolo di vita bisogna purtroppo allontanarsi da quello che è il luogo abituale di residenza e temporaneamente rifugiarsi in altro luogo, per esempio una casa rifugio per donne vittime di violenza, da dove poter valutare
    più serenamente ed insieme ad esperte operatrici antiviolenza, se gli strumenti che
    la giustizia vorrà metterci a disposizione saranno sufficienti o meno a metterci nuovamente in sicurezza e a permetterci di ritornare alla nostra vita abituale. E' sempre importante, soprattutto nei casi come il tuo dove le violenze estreme si sono gia verificate e dove quindi è maggiormente possibile che esse si ripetano, non abbassare mai la guardia della propria difesa e di quella dei propri figli.Forse rivolgersi direttamente ad un centro antiviolenza potrà aiutarti ad inquadrare nella giusta ottica, quella di una autodifesa temporanea, ciò che tu vivi anche come una grande ingiustizia. ciao

    Pubblicato 4 mesi fa #

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